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La Banca aggiorna - Capital Gain: i tre regimi applicabili
La disciplina di tassazione delle rendite finanziarie in vigore dal 1° luglio 1998 , introdotta dal D.Lgs. 461/97 e successivamente modificata e integrata, ha introdotto numerosi cambiamenti alle norme fiscali e ha modificato in modo sostanziale alcuni criteri che presiedono alla tassazione degli investimenti finanziari e dei redditi che ne derivano. La modifica più importante del nuovo regime riguarda la tassazione di tutti i redditi comunque legati all'attività finanziaria realizzati da contribuenti che non percepiscono in Italia redditi di impresa, cioè persone fisiche proprietarie di strumenti finanziari (titoli di Stato, di quote di minoranza o anche di maggioranza in società grandi e piccole nonché di fondi pensione e fondi comuni di investimento ecc.). Le principali innovazioni previste dalla riforma sono:
- tassazione di tutti i proventi finanziari;
Fino al 30 giugno 1998, i soli redditi da attività finanziarie tassati erano costituiti dai cosiddetti "frutti dell'impiego normale del capitale", tipicamente, le cedole dei titoli a reddito fisso e i dividendi. Con la riforma Visco, sono stati sottoposti a tassazione tutti i redditi comunque legati ad attività finanziarie. Quindi, sia le plusvalenze su obbligazioni e azioni, sia i redditi derivanti dall'utilizzo di strumenti finanziari evoluti (future, opzioni, ecc), su titoli, valute, metalli preziosi, ecc.
- ampliamento dei regimi fiscali.
Il nuovo regime fiscale prevede tre diversi regimi di tassazione:
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