T.F.M.

TRATTAMENTO DI FINE MANDATO AMMINISTRATORI

Il Trattamento di Fine Mandato degli Amministratori non è altro che l’indennità di liquidazione che deve essere riconosciuta agli Amministratori in occasione della cessazione del rapporto di lavoro, come il TFR per i dipendenti, dal quale si differenzia per vari motivi. In primo luogo l’importo (nel caso dei dipendenti è circa il 6,90% dello stipendio lordo annuo), mentre nel caso degli Amministratori viene convenuto unitamente al compenso in occasione del contratto di lavoro.

Affinché l’amministrazione Finanziaria non contesti la contabilizzazione di questo tipo di accantonamento occorre rispettare le seguenti norme:

  • presenza di un atto in data certa antecedente l’inizio dell’accantonamento
  • importo accantonato contenuto nel 20% (circa) del compenso annuo
La prima condizione si realizza mediante l’inserimento nell’atto costitutivo della Società, o successivamente con una delibera assembleare o al momento dell’inizio rapporto. La seconda determinando l’importo che può anche essere variato successivamente con decisioni dell’Assemblea.

Il TFM diventa importante strumento consulenziale nei confronti degli Amministratori d’azienda con particolare riferimento alle Società a Responsabilità Limitata (S.R.L.) considerato che nella quasi totalità dei casi l’Amministratore è anche proprietario dell’Azienda.
Con la stipula di un contratto di questo tipo si otterranno due importanti risultati:

  • l’Azienda realizza un risparmio di imposte pari al 33% IRES (tale accantonamento non è invece deducibile ai fini IRAP)
  • L’amministratore al momento del riscatto pagherà le imposte così suddivise:
    1. sul totale dei premi pagati: aliquota separata (media IRPEF ultimi due anni)
    2. sugli utili di polizza: 12,50%
  • di conseguenza con il realizzo di un forte risparmio rispetto ad un dividendo utili.
Riconoscimento agli Amministratori di Società di "Capitali e Persone" di una Indennita’ di Fine Rapporto

E' ormai prassi diffusa fra le imprese promuovere iniziative mirate a gruppi di dipendenti, dirigenti o amministratori, che svolgono compiti particolarmente impegnativi o qualificati e che per tali motivi devono essere opportunamente incentivati.
L'insieme delle iniziative al riguardo, espresse nelle più svariate forme, è stato definito col termine anglosassone di "benefit" ovvero "incentivo" in quanto fa riferimento ad un concreto beneficio riconosciuto al di fuori e al di là della normale retribuzione contrattuale pattuita.

Non va poi dimenticato che il sorgere di una miriade di "benefit" è stato anche incoraggiato dalla presunta non assoggettabilità degli stessi ad oneri fiscali e previdenziali con conseguente vantaggio sia per le imprese che per i diretti interessati.
In effetti il fisco ha tassato molti di questi "benefit" intravedendo in essi una forma di pagamento indiretto al solo fine di sfuggire alle varie imposizioni.

Per evitare questo intervento del fisco, formuliamo una proposta che, in piena ottemperanza con la normativa vigente, risolve in modo esauriente la concessione di maggiori benefici senza incorrere in aggravi di costi.
E' quindi possibile attuare a parità di costo, per una azienda, un aumento effettivo del compenso netto dell'Amministratore senza dover aumentare in modo gravoso l'ammontare di detto compenso.

Note Legislative

Riportiamo alcune note legislative allo scopo di dare fondamento e certezza alla legittimità della procedura che andremo ad illustrarVi e che è finalizzata ad evitare che parte degli utili spettanti al socio amministratore della società vadano ad aumentare il reddito corrente dell'anno del soggetto percettore e diano luogo ad una sovraimposizione originata dalla progressività dell'imposta IRPEF.

L'osservazione del sempre più diffuso fenomeno della previdenza integrativa ed una attenta analisi di alcune norme del D.P.R. 22/12/86 n. 1970 ha portato ad interessanti conclusioni, suffragate altresì da eminenti tributaristi.

Gli Artt. 16, 18, 47, 70 e 89 del D.P.R. 917/860 consentono che eventuali somme, erogate dalle imprese per l'attuazione di forme di accantonamento di previdenza e/o quiescenza, siano oneri deducibili.

T.U.I.R. D.P.R. 22/12/1986 n. 917

(il TUIR 2004 ha rinumerato alcuni articoli per cui il 16 è diventato il 17, il 18 diventa 21, il 47 diventa 50 ed il 70 105)

  • Art. 16 Lett. c) Redditi a tassazione separata
    L'imposta si applica separatamente sui seguenti redditi:
    (..omissis)
    indennità percepite per la cessazione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, di cui al comma 2) dell'Art. 49, se il diritto alle indennità risulti da atto di data certa anteriore all'inizio del rapporto.
  • Art. 18 Determinazione dell’imposta per gli altri redditi tassati separatamente
    Per gli altri redditi tassati separatamente l’imposta è determinata applicando all’ammontare percepito, al netto dell’imposta locale sui redditi in quanto dovuta, l’aliquota corrispondente alla metà del reddito complessivo netto del contribuente nel biennio anteriore all’anno in cui è sorto il diritto alla loro percezione... (...omissis...)
  • Art. 47 comma 2) Redditi assimilati a quello di lavoro dipendente
    (...omissis)
    sono assimilati ai redditi di lavoro dipendente:
    1. le somme ed i valori in generale percepiti in relazione agli uffici di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni ed altri enti con o senza personalità giuridica, dalla collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili, dalla partecipazione a collegi e commissioni e da altri rapporti di collaborazione coordinata e continuativa. (..omissis).
  • Art. 70, comma 3) Accantonamenti di quiescenza e previdenza - Loro deducibilità
    1. Gli accantonamenti ai fondi per le indennità di fine rapporto e ai fondi di previdenza del personale di pendente se costituito in conto individuale dei singoli dipendenti sono deducibili nei limiti delle quote maturate nell’esercizio in conformità alle disposizioni legislative e contrattuali che regolano il rapporto di lavoro dei singoli dipendenti.
    2. I maggiori accantonamenti necessari per adeguare i fondi a sopravvenute modificazioni normative e retributive sono deducibili nell’esercizio dal quale hanno effetto le modificazioni o per quote costanti nell’esercizio stesso e nei due successivi.
    3. Le disposizioni dei commi 1 e 2 valgono anche per gli accantonamenti relativi alle indennità di fine rapporto di cui alle lettere c), d) e f) del comma 1) dell’articolo 16.
  • Art. 89 Base Imponibile
    1. L’imposta si applica sul reddito complessivo "netto" (…omissis…)
    Nota: pertanto il compenso dell’Amministratore e il relativo accantonamento del Trattamento Fine Mandato costituiscono uscita di cassa per l’Azienda e, unitamente ad altre spese ed oneri, determinano il "reddito netto".
La Procedura

I soggetti interessati:

Contraente: L'impresa (obbligata al pagamento dei premi nei confronti della Compagnia Assicuratrice)

Assicurato: L'Amministratore (per valutare il tasso del rischio assicurativo)

Beneficiario: In caso di premorienza dell'Assicurato, durante il rapporto contrattuale, l'Impresa Contraente

Beneficiario: In caso di vita dell'Assicurato, l'Amministratore stesso

Delibera Societaria (atto in data certa)

Al fine di acquisire data certa ed impegno specifico a garantire l'indennità per la cessazione del rapporto, è necessario che l'impresa provveda, con apposita assemblea, ad una delibera che decida di pattuire la corresponsione di uno specifico emolumento per la costituzione dell'accantonamento dell'indennità a favore del proprio/i amministratore/i che svolge/ono opera coordinata e continuativa.

Tale delibera ratificata (deposito dell'atto presso il tribunale) sarà in contemporanea alla data in cui si saranno deliberati la nomina dell'amministratore ed i suoi emolumenti di cui l'indennità farà parte di una trattativa.